
Gli arabi sono romantici. Sono molto romantici. Adolescenziali, quasi, nelle loro manifestazioni. Non è sorprendente, dunque, se San Valentino, da anni, è il giorno nel quale il romanticismo degli arabi si esplicita in tutta la sua dimensione naive, colorata, persino pacchiana.
egitto
Ugo. Che poi era veramente un golpe
Mai guardare indietro, al passato. A meno che non faccia parte integrante del presente. E allora, siccome sembra che ci si sia accorti adesso di quello che sta succedendo da almeno due anni al Cairo, quasi quasi ripropongo un post del 4 luglio 2013. Lo avevo scritto all’indomani delle manifestazioni oceaniche organizzate da Tamarrod, e al golpe che i militari avevano compiuto in Egitto.
La Meglio Gioventù, lasciata sola – 1
Stavo pensando a Islam Gawish, appena tre giorni fa. Uno dei più noti vignettisti egiziani, arrestato così, senza capi di imputazione, dai servizi di sicurezza del regime di Abdel Fattah Al Sisi. Lo hanno portato via, sottoposto a un lungo interrogatorio. Forse per l’amministrazione della sua pagina Facebook. Per Islam Gawish si è mobilitata immediatamente la Rete, internet, egiziano e internazionale, chiedendo conto di quello che si stava facendo al Cairo. Islam è forse il vignettista più noto in Egitto.
Whisky e ghiaccio, shukran.
“Cosa le posso offrire? Gradirebbe un whisky?”
Un whisky con molto, molto ghiaccio alle sei del pomeriggio, in una vecchia casa di Zamalek, l’isola in mezzo al Nilo, quartiere bene del Cairo.
“No grazie, non ce la posso fare… Mi scusi la domanda: ma come fate con questo caldo ad aver desiderio di un whisky col ghiaccio?”
L’anziana signora, ancora elegante, mi aveva guardato con tenerezza.
Morsi e i diritti a corrente alternata
Un presidente regolarmente eletto viene arrestato e processato per essere scappato di prigione durante una rivoluzione. Viene condannato, per la precisione, alla pena capitale, da un tribunale penale del regime che ha dimissionato e arrestato il presidente. La sentenza, subito dopo, viene inviata alla massima autorità religiosa nazionale perché la convalidi o esprima un parere …
E io, invece, ho trovato i (miei) lettori in un blog
È coraggiosa, Claudia Durastanti. Non la conosco, ma è coraggiosa, perché carta canta. In pochi, pochissimi, avrebbero scritto quello che lei ha avuto il coraggio di scrivere, su minima&moralia, raccontando la sua esclusione da una rivista. Rivista, o forse rivista settimanale di un quotidiano, o forse settimanale e basta. Non sappiamo, perché lei non l’ha …
Ma quanto conta un premio! Di @alaa e del Sakharov
Notizia: Alaa Abdel Fattah è in pole position per il Premio Sakharov. Semplice intuizione, nessun bisbiglio dietro le quinte, nessuna voce di corridoio. Ma deve essere così. @alaa deve essere in pole position, tra i candidati al più importante premio europeo sui diritti umani. Perché? Perché l’attacco contro Alaa Abdel Fattah sferrato dal Giornale è …
Dimenticare Tahrir
Da Tahrir a Emaar Square. Il titolo dell’articolo del Guardian è di quelli che catturano l’attenzione. O perlomeno attirano l’attenzione di chi, come me, è affascinata da come lo spazio urbano diventa non solo palcoscenico, ma protagonista a suo modo della storia. E anche della storia sociale. Da Tahrir a Emaar Square. Emaar Square? Mai …
Chi ha paura di @alaa?
“Ho ufficialmente informato l’ufficio della procura con un telegramma (n.96/381 con data odierna), e con una lettera (consegnata nelle mani del pubblico ministero, protocollata con n.17138/2013), così come ho informato il procuratore generale per la zona Cairo Centro (telegramma n. 96/382) della mia intenzione di costituirmi sabato 30 novembre alle ore 12 all’ufficio della procura …
A charge I do not deny and a honour I do not claim
La dichiarazione di Alaa Abdel Fattah del 27 novembre, pubblicata sul suo seguitissima profilo Facebook e tradotta in inglese da uno dei suoi follower. È un j’accuse della situazione in Egitto. Dovrebbe far parte di qualsiasi rapporto sull’Egitto redatto nei ministeri degli esteri. A Charge I don’t Deny and an Honour I don’t Claim For …