Per la scrittura dal carcere nella sua dimensione globale, Antonio Gramsci rappresenta un esempio alto, altissimo. Un vero e proprio modello filosofico, di pensiero, letterario. Ci se ne accorge appena si esce dai confini del Belpaese, quando Gramsci non è solo un nome citato più e più volte, ma soprattutto un corpus conosciuto, studiato, citato a ragione. La scrittura dal carcere non si è, ahimè, estinta con le lettere e i quaderni dal carcere di Gramsci. Tutt’altro. Le parole tentano ancora di uscire dalle celle, nonostante i sistemi carcerari di dittature e autocrazie tentino di soffocare anche la minima idea di comporre il pensiero su un pezzo di carta. Nell’era del digitale, della parola che viaggia su piattaforme da noi considerate evanescenti, inconsistenti, un pezzo di carta e una penna divengono tra i desideri più ambiti, dopo la libertà dalla costrizione e dalla tortura.
Grazie per gli auguri!
Le cose divertenti della vita da quando esistono i social. Molti si ricordano del tuo compleanno perché, per esempio, Facebook glielo ricorda. Molti ripescano il tuo numero in quell’immenso archivio telefonico che è ormai diventato il nostro smartphone. E in molti ti scrivono, perché – nella corrente talvolta vorticosa in cui viviamo una quotidianità fatta …