Odio la dietrologia. Odio il complottismo. Sui fatti indegni di Colonia, sulla molestia sessuale di massa sulle donne nel centro di Colonia, occorre che si torni al raziocinio e si rifletta. Perché se così non si fa vuole dire che “c’è veramente del marcio in Danimarca”. Quello che sta succedendo – nel post-Colonia – è infatti un terribile cocktail mediatico, un cortocircuito che mette assieme tutto: razzismo, islamofobia, populismo sulla questione delle migrazioni, attacchi ai profughi in quanto disturbatori della quiete pubblica europea.
migranti
Lussu, la memoria e l’asilo
A proposito di trasmissione dei saperi e dei valori, ecco uno dei tanti consigli di lettura possibili. È la discussione per la votazione dei primi articoli della Costituzione. Gli Atti dell’Assemblea Costituente – forse non tutti lo sanno – sono consultabili online, sul sito della Camera dei Deputati. Completamente digitalizzati, gli atti contengono non solo la discussione in seduta plenaria, ma anche quella nelle sottocommissioni.
E se tra loro ci fosse Sandro Pertini?
Protagonista di fughe rocambolesche, su motoscafi o per i monti, aiutato dai passeurs, dai contrabbandieri. Clandestino. Entrato illegalmente con un falso passaporto. Non era eritreo. Non era siriano. Eppure da Ventimiglia era passato. Si chiamava Sandro Pertini, e prima di essere presidente della Repubblica italiana si era fatto il carcere, il confino, l’esilio. Era stato detenuto – tra gli altri – nel carcere di Regina Coeli e in quello di Turi (dov’era imprigionato Antonio Gramsci). Era stato al confino a Ponza, e in esilio in Svizzera e in Francia. I tribunali fascisti lo avevano condannato anche all’ergastolo.
L’eterno riposo. Almeno quello
Non so che dire. Non so veramente che dire. Riesco solo a mettere insieme quel numero probabile, 700, con le centinaia di messaggi razzisti e infami che compaiono sulle bacheche di FB e su Twitter, i tazebao virtuali che grondano schifezze. Schifezze immonde, neanche odio, perché l’odio dovrebbe essere un sentimento consapevole. A centinaia …
Razzismo è il suo nome. E noi (giornalisti) siamo complici
L’Italia si è già divisa in due. Tra chi pensa che l’autore della ‘caccia al senegalese’ e dell’uccisione di Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, sia solo un pazzo, imbevuto di idee neonaziste. E chi, invece, pensa che questo sia solo un segno dell’ordinario razzismo che sta percorrendo la società italiana. Io …
Tutti indietro
Il titolo del libro di Laura Boldrini, appena uscito per i tipi della Rizzoli, è di quelli che già spiegano il contenuto, la cifra, l’obiettivo. Tutti indietro, non solo gli stranieri, i migranti che respingiamo alle frontiere senza chiederci perché. Tutti indietro anche noi: indietro nella nostra cultura e formazione, nel nostro dna repubblicano e …